martedì 20 aprile 2010
Messaggio alla Mamma di Latina ...
C'è un messaggio personale per la Mamma di Latina (oltre alle nostre preghiere), il cui figlio hanno tentato di prelevare con ben 14 poliziotti per essere portato in casafamiglia senza validi motivi e con estrema sofferenza. Il bambino, di 8 anni, si è sentito malissimo ed è stato portato al pronto soccorso.
La PMA (Madri Protettive nel Mondo) invia, direttamente dagli USA, un sostengo alla mamma e la invita a contattarli direttamente negli Stati Uniti all'indirizzo lb.jlpma@gmail.com, oppure contatta i suoi rappresentanti qui in Italia: madriprotettive@gmail.com. C'è la possibilità di parlare del caso sulla radio negli USA. MAMMA, contattaci ... vi stiamo molto vicini con tutto il cuore. Se vuoi rimanere anonima o usare un'altro nome, no problem.
IMPORTANTE: si terrà un Sit-in al Tribunale dei Minorenni di Roma giovedì 22 aprile, alle 10.30, per protestare pacificamente.
venerdì 16 aprile 2010
Rivoluzione Diritti dei Minori in Inghilterra ...

Venerdì 16 Aprile 2010, "Irish Independent"
Un padre irlandese di nascita (la cui figlia aveva solo cinque anni quando parlò della paura che nutriva nei suoi confronti), ha perso la sua battaglia legale di far tornare a vivere i suoi figli insieme a lui.
In una causa diventata ormai storica, un guidice inglese ha stabilito che la bambina (di 6 anni) e il fratello (di 8 anni), avevano raggiungo un "età e un livello di maturità tale da essere presi in considerazione".
I bambini avevano già spiegato ai servizi sociali le loro obiezioni a vivere con il loro padre. I due fatelli assieme al loro fratellino minore vivevano in Irlanda prima che la loro madre li portasse in Inghilterra l'estate scorsa senza informare il padre delle sue intenzioni. Il padre tornò dal lavoro un giorno per accorgersi che i suoi figli non c'erano più. Il mese scorso, la signora Justice Black, nel Tribunale Civile di Londra, ha rifiutato la richiesta avanzata dal padre di far tornare i bambini in Irlanda a vivere con lui.
La bambina, a soli cinque anni, è stata intervistata dal Tribunale "Family Court and Advisory Support Service". Lei e suo fratello hanno spiegato che non amano il loro padre e che hanno paura di lui.
I bambini si allontanano... la PAS
Mi sembra che in questa euforia e moda di PAS attuale sia stata dimenticata una cosa molto essenziale. In ogni caso se ne parla pochissimo...
In poche parole, i bambini stessi, quando sono stati vittime di violenze, o hanno osservato atti violenti, minacciosi o aggressivi in casa, si allontanano automaticamente dal genitore aggressivo. Il figlio che vede il padre picchiare la madre, oppure aggredirla verbalmente in continuazione, non è normale che si allontani? Che si spaventi addirittura e che lo eviti?
Un genitore aggressivo si auto-aliena. Come mai si parla tanto poco di questo? Si impone un riconoscimento dell'auto-alienazione.
Purtroppo, questo elemento, essenziale, automatico e autoprotettivo, è stato totalmente occultato dall'euforia-moda PAS che regna nei tribunali e che domina tutte le perizie. Purtroppo oggigiorno, automaticamente gli psicologi ricevono istruzioni di esaminare TUTTI per PAS, sarebbe a dire SOSPETTARE TUTTI di PAS!
Però, per chi ne ha avuto l'esperienza (ci rendiamo conto che si tratta essenzialmente di madri) e ribadisco molte madri che hanno tentato in tutta innocenza di difendere e proteggere i loro figli da scene di violenza, ecc. sono state coinvolte...il problema ancora più grave è il fatto che la PAS viene applicata ANCHE IN CASI DOVE C'E STATA VERA VIOLENZA ... DOCUMENTATA.
Dunque, per quanto sia da criticare la teoria di Gardner sulla PAS, non viene nemmeno seguita e rispettata per quello che è! Viene rigirata in tutti i modi per coprire una marea di situazioni, e sopratutto viene utilizzata dalla parte colpevole. Il colpevole dunque capisce che può comportarsi come gli pare ... e che non ha nemmeno bisogno di cambiare il suo comportamento. Il problema poi persiste ... diventa un cerchio vizioso senza uscita.
Quando si parlerà dell'obbligo del genitore aggressivo di confrontare il suo modo di interagire con i figli, e di responsabilizzarsi?
Quando si parlerà dell'obbligo del genitore aggressivo di confrontare il suo modo di interagire con i figli, e di responsabilizzarsi?
E' stato dimostrato pienamente dallo psicologo Lundy Bancroft, che anche un bambino trattato bene dal genitore, ma che lo vede trattare male l'altro genitore, si allontanerà, si spaventerà. Dunque, un padre che tratta bene i figli, ma maltratta la moglie davanti loro, non può essere un esempio positivo.
Vi consiglio di visitare Facebook, PEDOFILIA-PAS per capire meglio questo discorso.
Emeline Lori, Madri Protettive nel Mondo
Vi consiglio di visitare Facebook, PEDOFILIA-PAS per capire meglio questo discorso.
Emeline Lori, Madri Protettive nel Mondo
mercoledì 14 aprile 2010
Bambini e Tribunali ...

Ma ... abbiamo dimenticato i bambini?
Si parla mai di "bambini" cresciuti, usciti dalle casafamiglia e che ne soffrono ancora? ... Che si sono sentiti emarginati o ingiustamente puniti da questa decisione? "Bambini" ormai cresciuti che pensano di essere stati maltrattati dalle decisioni del tribunale? Si parla mai di bambini costretti a vivere in brutte condizioni con il genitore deciso dal tribunale senza mai poter farne nulla? Di bambini che hanno l'impressione di non essere stati ascoltati? Stressati da ennesime corse fra assistenti, perizie e psicologi? ... con poi poco tempo rimasto per divertirsi come fanno i bambini "normali"?
Si parla mai di bambini, che anche se terrorizzati dal padre violento, vanno alle visite solo per timore che altrimenti il padre denuncerà la madre? ... che ci vanno dunque per "proteggere" la madre e "tener buono" il padre? Che dopo interventi di tribunali si trovano in situazioni più complicate che mai? Che anche in giorni di stanchezza, ecc. sono sotto pressione a non evitare una sola visita per timore della rabbia del genitore, servizi, tribunali, ecc.? Non possiamo concentrarci di più sui bambini? E un pò meno sulle leggi, diritti, burocrazia, et compagnie? Le leggi seguono le mode, ma i sentimenti dei bambini no.
Mi sembra importante DARE VOCE AI BAMBINI.
martedì 13 aprile 2010
LE MADRI DIVORZIATE

"Il 75 per cento dei divorzi sono chiesti dalle donne. Sappiamo fino a che punto il divorzio sconvolga l'esistenza dei bambini. Ecco perchè si trae la conclusione che le madri antepongano la propria vita sentimentale o, peggio, sessuale, all'amore per i propri figli: un sospetto costante, questo, che pervade la nostra società.
Si arriva anche, pur deplorando che le donne vogliano così frequentemente la separazione, a sospettarle di abuso di potere quando esigono che la residenza principale sia stabilita presso di loro per offrire una casa stabile ai propri figli.
Vedremo più avanti come il desiderio di un affidamento alternato, sempre più diffuso tra i padri, sia un'eccellente evoluzione, ma presupponga un rispetto reciproco tra i genitori.
Quanto alla madre che fa appello alla giustizia perchè il padre di suo figlio potrebbe essere psicologicamente perverso o maltrattante, è sistematicamente sospettata di essere una grande manipolatrice...
Se è vero che esistono casi di madri che accusano ingiustamente, bisogna però che i responsabili delle scelte, prestando ascolto ai bambini e analizzando i fatti di cronaca, imparino a non rifiutare di prendere in considerazione le preoccupazioni materne.
Certamente, può succedere che una madre abusi della propria posizione e cerchi di ledere gravemente l'immagine del padre, impedendo ai propri figli di vederlo o accusandolo ingiustamente di maltrattamenti. Ma - lo desumo dalla mia pratica e dal lungo tempo di ascolto che, per trent'anni ho riservato ai genitori, ai figli e ai nonni - è uno scenario poco frequente.
Negare credibilità a una madre, può sfociare in un dramma, come si è visto in un caso recente: una madre chiede la separazione dal marito, le cui violenze sulla sua persona sono attestate da numerosi verbali della polizia; il giudice delle cause familiari prescrive che il bambino vada a casa del padre ogni due domeniche, malgrado i timori della madre; il bambino viene ritrovato in un albergo, strangolato, accanto al padre in stato confusionale.
Bisognerebbe dare più ascolto all'apprensione delle madri.
..."
tratto da "Elogio della madre", Edwige Antier
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